Di ricci e buche

Lui si rifiuta di aiutarla nelle faccende domestiche, lei, in tutta risposta, gli strappa un testicolo mandandolo all’ospedale. Eh con certi uomini succede. Sono momenti per noi domicroguida-1.JPGnne.” Er sesso e la città” Potremmo definirli così. La città perché Roma è già uno stress. Ogni giorno per arrivare da Parrucchieriamo facciamo lo slalom tra i crateri. Sembra il percorso con la biglia per non cascare tra le buche. Ve lo ricordate? Quello che di solito si vinceva la gomma a palla quella durissima, la 167129978spaccadenti. Ovviamente ancora non era arrivato il marketing americano di era reganiana  a Roma, altrimenti il nome “spaccadenti” non avrebbe mai sfondato come invece ha fatto. Se pensiamo che il Jingle della Big Bubble lo cantava Daniela Goggi. Altro che “petaloso” erano i tempi del “è tra i denti un morbidone”, possiamo tranquillamente dire che le cose sono molto cambiate.

Ericci poi i sesso, quello che vi fa arrivare tutte belle spettinate e sorridenti da me superato il percorso a ostacoli con la mia macchinetta-biglia. Che siete belle!  Ora siete pure alla moda.

Deponete le piastra amiche mie! dovete rimanere scapigliate, sicuramente arricciate, ma con un criterio.

La moda dètta il riccio, soprattutto con capello lungo.

I tagli, anche per chi non adotta la permanente ( in cui sono la regina assoluta)  sono i nuovi “Blooming” ovvero  quelli che vi fanno sbocciare come i fiori di questo marzo. La scalatura consente anche ai capelli più fini di acquistare volume se fatta in modo sapiente. La frangetta è un must, ma deve essere quasi buttata lì sul viso senza un apparente perché.

Quando vShort-Shaggy-Hairstyles-For-Women-With-Fine-Hair.jpgi sveglierete la mattina, sarete più concilianti anche con l’uomo nullafacente che, grazie a Dio, io non ho a fianco.  

Una questione di mera fortuna, perché se guardo i messaggi o ascolto quello che mi viene raccontato dalle ragazze che vengono da Parrucchieriamo mi  dico: altro che capelli dritti. “Lui mi ha detto che dopo aver fatto l’amore non fa le coccole…. nemmeno alla sua ragazza”. Oppure  “Io gli dico sempre cose carine, lui mai niente, e quando gliel’ho fatto osservare ha risposto: penso sempre al tuo culo” . Insomma, in  questo mondo di romantici, dove non si sa quale sindaco tapperà le buche delle strada e i buchi del cuore,   c’è da avere un diavolo per capello.

Ma che il riccio sia definito con un curling adeguato almeno. curly-hair.jpg

 

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Aoooooooooooooo! Che spettinature…

Tutte le cose belle della vita ti spettinano? Non tutte. Fare l’amore senz’altro, ma gli ormoni ci vesallyspettinatangono in soccorso, e pure senza messa in piega siamo più belle che mai, pure le brutte.
Anzi credo che la messa in piega ce la facciamo proprio perché qualcuno ce la stropicci. Anche il taglio. Corto perché vogliamo essere baciate sul collo, o scoprire le nostre spalle provocanti come cigni e camminare a passi ondulati verso chi ci ama. Capelli lunghi perché vogliamo sentire passare le dita di chi amiamo nel mezzo. E che dire del mezzo taglio che consente la presa perfetta per il bacio appassionato?
Ci si spettina anche con il vento, una sensazione fantastica, come se gli angeli ci passassero attraverso noi . Ci si spettina per ballare, per correre incontro ai nostri figli, per giocare.
Purtroppo ci si spettina anche quando qualcuno ci prende a schiaffi o ci picchia. bambinaScopro da Saverio Tommasi ad esempio che a questa bambina, all’arrivo al pronto soccorso, perché spintonata e picchiata dall’amichetto, l’infermiere ha detto: “Si vede che gli piaci”.
Un corno! dico io e ha detto la mamma. Un messaggio sbagliato che noi adulti continuiamo a perpetuare. Se ti frullano giù dallo scivolo, ti tirano per i capelli e tu stai a metterti i punti al pronto soccorso il bambino che ti ha fatto questo è un violento. “Anche inconsapevolmente” giustificano tutti. Ma basta con quest’inconsapevolezza, questa mancanza di senso della responsabilità sociale, quest’usare le parole a vanvera, comportarsi in modo scellerato. Le parole sono importanti aoo! Aooo! ma rileggete quello che scrivete sui social e nei messaggi , ma ascoltatevi, ripetete quello che avete appena detto al prossimo davanti a uno specchio. Vi rendete conto? Le donne sposate sono tutte cornute, quelle zitelle sono tutte acide, tu “devi fare questo”, “e ma che vuoi quello è di Roma”, di Milano, terrone, leghista. Aoooooooooooo. Basta un po’  con questo relativismo.
Se tuo figlio manda mia figlia al pronto soccorso non è perché “gli piace”… credevo che non ci fosse bisogno di dirlo, invece sotto una marea di commenti tipo “che vuoi che sia, sono bambini”. Allora c’è bisogno di dirlo!
A me “devi fare” non me lo dice nemmeno mia madre da quando ho finito il sussidiario e io non lo dico a chi lavora con me, ai miei figli, a nessuno. Invece gente che non mi è nulla continua a ripetermelo e io la guardo esterrefatta.
E questi giudizi sulla vita altrui? A me le corna non me le mettono, credo, e se me le mettono non lo so per fortuna , certo non tutte le donne con un compagno o un marito possono essere fortunate – e costruttive – come me, ma nemmeno chi è single è detto che viva in una cella frigo accanto alla feta.
Aoooo, diamoci tutti una calmata. Fatevela una domanda prima di dare la colpa al mondo e al fato. Capite dove siete, in che circostanza vi esprimete, R-I-F-L-E-T-T-E-T-E.

Siate leggeri per poter ridere di una battuta o capire una puttana, e profondi per confrontarvi con il pentimento e la morale, sia che il vostro compasso cerchi un perimetro con Dio o l’infinito del razionale.  Poi se nascete brune, e mi chiedete il platino senza se e senza ma, non ve la prendete con me se vi vedete ingrassata, la colpa non è della tinta, ma del maritozzo con la panna che vi siete mangiate mentre stava in posa il colore.